Osteopatia per la salute della persona

L’osteopatia è una medicina manuale nata in America alla fine dell’800 da un’intuizione del medico Andrew Taylor Still. Nel 2002 l’osteopatia è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a titolo di partecipazione al mantenimento della salute e inserita tra le Medicine Non Convenzionali. L’osteopatia si è sviluppata come sistema di valutazione e trattamento che, pur basandosi sulle conoscenze medico-biologiche tradizionali (anatomia, fisiologia, embriologia ecc.), utilizza un sistema definito analisi osteopatica.

Scopo dell’analisi osteopatica è quello di mettere in evidenza la presenza di disfunzioni osteopatiche, ovvero di zone del corpo con un’alterata capacità nei movimenti fisiologici  e da cui possono originare molte delle più comuni manifestazioni cliniche che interessano il sistema muscolo scheletrico e gli altri apparati. Il principio fondamentale è che alla base della salute ci sia l’equilibrio funzionale del corpo, il quale dipende da numerosi fattori che riguardano la totalità della persona. Attraverso manipolazioni e manovre specifiche l’osteopatia affronta le disfunzioni senza esprimere giudizi diagnostici tradizionali, inoltre non prevede la prescrizione di rimedi farmacologici che sono di competenza strettamente medica.

“L’osteopatia è la regola del movimento, della materia e dello spirito, dove la materia e lo spirito non possono manifestarsi senza il movimento; pertanto noi osteopati affermiamo che il movimento è l’espressione stessa della vita”.

(A.T. Still, Autobiografia, 1897)

PRINCIPI FONDAMENTALI

  1. Unità del corpo. L’osteopatia considera l’individuo nella sua globalità: ogni parte costituente la persona (psiche inclusa) è dipendente dalle altre e il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell’intera struttura, dunque, l’equilibrio psicofisico e il benessere.
  2. Relazione tra struttura e funzione. Un corretto equilibrio tra struttura e funzione porta il nostro corpo in uno stato  di benessere. Qualora tale equilibrio venga alterato (a causa di un trauma per esempio) si parla di disfunzione osteopatica, ossia di una restrizione di mobilità e perdita di movimento in una parte del nostro corpo (ossa, muscoli, organi, etc..).
  3. Autoguarigione. In osteopatia non è il terapeuta che guarisce, ma il suo ruolo è quello favorire la capacità innata del corpo ad auto curarsi.

Il trattamento osteopatico, proprio per la sua delicatezza può essere fatto ad ogni età: è indicato sia per i neonati ché per le donne in gravidanza e anche per le persone che hanno subito traumi o interventi. In osteopatia spesso e volentieri si instaura una proficua collaborazione con altre figure delle specialità mediche (medici dentisti, ginecologi, pediatri, ortopedici), lavorando in equipe al fine di considerare in modo approfondito il problema del paziente e portarlo in salute.

COME AGISCE L’OSTEOPATIA

L’osteopatia considera il sintomo non semplicemente come qualcosa da “spegnere”, ma come un campanello d’allarme rispetto al quale occorre un’indagine per individuarne la causa scatenante. Lo scopo del trattamento è quello di potenziare le strutture corporee in modo da consentire al corpo di esprimere la capacità innata di compenso e recuperare lo stato di salute.

L’approccio osteopatico porta a valutare la persona nella sua interezza e a considerare il concorso di vari fattori concatenati, di conseguenza si dimostra efficace per prevenire e recuperare disturbi dell’apparato neuro-muscolo-scheletrico (articolazioni e muscoli), ma anche cranio-sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l’osso sacro) e viscerale.

L’osteopata per questo motivo entra spesso in contatto con altre figure sanitarie e può collaborare ad esempio con medici dentisti, ginecologi, ortopedici, pediatri, oculisti al fine di risolvere il problema del paziente.